LE TERAPIE MIGLIORI PER CURARE L’ALOPECIA FEMMINILE

L’alopecia femminile è un problema che affligge diverse donne in età compresa tra i trenta e i cinquant’anni. Si manifesta attraverso una copiosa CADUTA DI CAPELLI, localizzata o diffusa, determinata in primis da cause di natura ormonale ed endocrina ma anche da eventi come la menopausa o la gravidanza che implicano fluttuazioni ormonali. Da non sottovalutare anche il fattore stress, che crea le condizioni per questo antiestetico diradamento.

A seconda della causa scatenante, le opzioni terapeutiche possono essere distinte in due categorie: topiche e sistemiche. Le prime prevedono la somministrazione di soluzioni/lozioni da applicare direttamente sulla parte interessata per un periodo di tempo stabilito dallo specialista. L’assorbimento trans-cutaneo migliora visibilmente l’alopecia androgenetica o comunque ne ritarda la progressione. Appaiono soddisfacenti anche i risultati prodotti da apposite preparazioni galeniche idro-alcoliche a base di progesterone naturale. Invece la terapia farmacologica sistemica prevede l’assunzione di farmaci come lo spironolattone, un potente antiandrogeno da utilizzare per via orale seguendo scrupolosamente le dosi prescritte. Nei gravi casi di alopecia femminile areata (a “chiazze”) la terapia sistemica può prevedere l’iniziale assunzione di psoralene seguita dall’irradiamento con UVA dell’intero cuoio capelluto oppure solo della parte interessata. Studi clinici ne hanno dimostrato l’efficacia nell’indurre la ricrescita del capello, anche se non è al momento garantito il mantenimento dei risultati nel tempo nè il definitivo arresto di questa patologia.

Sebbene entrambe le terapie siano in grado di dare risultati apprezzabili, la via sistemica appare più invasiva in quanto espone l’organismo agli effetti collaterali dei farmaci mentre quella topica risulta meno pratica per il soggetto in quanto richiede costanza nelle ripetute applicazioni quotidiane dei preparati. Nonostante queste cure d’eccellenza, nei casi più seri l’alternativa è costituita dalla soluzione chirurgica consistente nell’autotrapianto.

L’ALOPECIA FEMMINILE catalizza l’attenzione della ricerca anche in considerazione delle preoccupanti ripercussioni psicologiche che la PERDITA DEI CAPELLI arreca nella donna. Questa sindrome infatti è foriera di forti disagi connessi alla percezione di un danno notevole al proprio aspetto. Fortunatamente il suo trattamento offre delle soluzioni maggiori rispetto all’alopecia maschile, tra cui possono annoverarsi le cure naturali attraverso i rimedi omeopatici come l’anacardium orientale, indicato per le ragazze giovani, oppure l’ignatia amara adatta soprattutto per la cura dell’alopecia da stress post-traumatico. Per contrastare gli effetti transitori di questa sindrome è possibile avvalersi anche di rimedi fitoterapici come gli estratti di tè verde, l’aloe vera o il ginko biloba con cui frizionare la parte da trattare. Nei casi più blandi di alopecia può rivelarsi utile stimolare il cuoio capelluto con olii essenziali di lavanda o rosmarino, aventi proprietà antinfiammatorie oltre ad avere una minore incidenza di danni collaterali.

L’alopecia femminile è favorita da una serie di fattori di rischio, ma può insorgere fondamentalmente a qualunque stadio della vita. Non è da sottovalutare l’alimentazione che influisce sulla salute dei capelli. E’ opportuno infatti privilegiare cibi contenenti fitoestrogeni (come legumi e soia) in grado di combattere naturalmente l’eccessiva produzione degli ormoni responsabili dell’alopecia.

Ma se l’alopecia è persistente, fatica a sparire e’ consono rivolgersi ad esperti nel campo che sapranno esaminare il problema e trovare la soluzione. Sul sito di Hairclinc.it potrai ad esempio già dare risposta a tante domande.

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