Essere un leader

Spesso si sente dire che non si diventa leader, ma si nasce: quanto c’è di reale in questa affermazione?

Come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Se è vero che per diventare dei buoni leader è necessaria una sorta di predisposizione naturale, un carisma e una determinazione che sono innati in alcuni individui, è anche vero che per potenziare queste qualità è necessario impegnarsi, utilizzarle nella maniera giusta e soprattutto convogliare i propri sforzi nella direzione giusta, quella che porta al raggiungimento dei propri obiettivi e del successo personale e/o professionale.

L’ intervento di un facilitatore, il Coach : studiocoachingsalmeri.it

Essere un leader significa moltissime cose, ma tra le principali qualità di questa figura c’è senza dubbio la capacità di influenzare positivamente i membri del suo gruppo, motivandoli e spingendoli a tirare fuori il meglio di sé per contribuire al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il termine leader deriva dal verbo inglese “to lead”, che vuol dire letteralmente guidare: il leader, tuttavia, è una guida per il suo gruppo non nel senso che gli spetta il compito di impartire dei comandi o di imporre una direzione, ma nel senso che col suo esempio mostra la direzione più giusta da seguire, impedisce ai membri del gruppo che gli è stato affidato di smarrire la strada, disperdendo energie e tempo nelle attività sbagliate o in conflitti sterili.

essere un leaderIl leader coordina il gruppo, può distribuire le varie mansioni, suddividendo la mole di lavoro, ma nel farlo non utilizza un atteggiamento autoritario: al contrario, il suo esempio, la sua forza di volontà e il suo impegno sono da sprone per chi collabora con lui; con la sua sola presenza, riesce a ispirare nei membri del gruppo sicurezza e fiducia nelle proprie capacità. Il leader, infatti, ha un atteggiamento sereno, deciso e positivo. Egli non è infallibile, ma ha una grande fede nelle proprie risorse e in quelle del gruppo, una fiducia ben riposta che rassicura i membri del gruppo e dà loro la certezza di poter contare su di lui.

Ed è proprio sulla fiducia e sulla trasparenza che si fonda il rapporto tra il leader e il suo gruppo, un rapporto che si serve di una comunicazione chiara e limpida, scevra da pregiudizi e inutili tensioni.

Ovviamente è impossibile che regni sempre l’armonia, ma la bravura del leader sta anche nel gestire efficacemente eventuali tensioni, ristabilendo un equilibrio ben saldo, che permetta di costruire e non di distruggere quanto fatto fino a un determinato momento.

Il leader, infine, non giudica e non mortifica nessuno: sa bene che anche gli errori servono ad imparare, e insegna ai membri del suo gruppo a ricavare il meglio da ogni esperienza, anche dalle più negative.

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